| sabato, 03 maggio 2008 |

Ci risiamo, il nano di Arcore non ha ancora messo piede a  Palazzo Ghigi e  già si profila un nuovo editto nei confronti di Michele Santoro. Però, questa volta, il nostro eroe non si è neppure dovuto scomodare  per pronunciarlo questo editto. Altri servi ci hanno pensato, i servi che non ti aspetti, cioè quelli   del centrosinistra. Nessuno ha idea di quanto questa cosa mi faccia incazzare. Ero anch'io davanti la TV giovedì sera, e l'unica cosa che mi ha dato fastidio sono stati gli insulti volgari di Sgarbi, quel gran farabutto. Tutta l'Italia invece sembra essersi scandalizzata per lo spazio concesso agli spezzoni di Beppe Grillo  . E cosa ha detto di così grave il Grillo in questi spezzoni? Loro dicono che ha insultato il dott. Veronesi e il pres. della Repubblica, io ho sentito che informava i presenti che il dott. Veronesi, che giura sulla non dannosità dei termovalorizzatori, è finanziato proprio da chi i termovalorizzatori li costruisce.

E' una verità o no??!!!! E' ancora possibile dire una verità in Italia??!!  Evidentemente Noo !!!!!!  Mi aspettavo le polemiche, ma pensavo fossero i due schieramenti polici su fronti opposti. E  invece i più spietati sono stati proprio i "compagni" del PD. Tra tutti, solo Di Pietro ha difeso Santoro, e per questo che ha tutta la mia stima . Ma è possibile che viviamo veramente in un regime così ferreo? E' possibile che quasi nessuno sente il bisogno di una rivolta? E' possibile che non trovo consenso su questo neanche in famiglia?        Queste domande le faccio a  me stesso, perchè io per primo sono sempre stato contro gli estremismi anche di sinistra. Ma ora sono tanto deluso, e per l'ennesima volta, che sarei a  mio agio  tra i non votanti, tra i teppisti, tra i grillini, tra gli sfascisti, da cui  fin quì mi sono sempre dissociato.  Il politicamente corretto mi ha rotto le palle, perchè dietro quella parola ho scoperto esserci troppa paura, consociativismo, casta. Che vadano al diavolo allora, a  questo punto meglio belusconi che almeno è più genuino e coerente.





lombrico alle 18:55 | commenti (3) | permalink


| giovedì, 01 maggio 2008 |

Questo è il fiore del partigiano

morto

per la libertà.





lombrico alle 16:39 | commenti (2) | permalink


| lunedì, 28 aprile 2008 |

Da un forum, Un' altra mia replica sul tema elettorale :

Non concordo.
Intanto con concordo in pino nel dire che l'elettorato della lega è quello di sinistra; troppo antitetici sono i valori di riferimento. Se si intende dire che è un elettorato che pesca tra le fasce operaie  che un tempo erano a sinistra allora ci capiamo, ma chi vota lega, questa lega, non può avere mai valori di sinistra perchè sono dei valori assolutamente antitetici. Il problema vero è che non ci sono più i valori, e per questo che non esiste più un elettorato di sinistra  e  forse non esiste più la sinistra stessa. Come può essere di sinistra un razzista? E come può essere di sinistra uno amico dei mafiosi? e  uno che sfrutta gli operai? E uno che rinnega la Resistenza?
Sono i valori della sinistra che trovano sempre meno seguito nella società, una società cresciuta con i cartoni animati, una società di bamboccioni, una società senza cultura e senso civico. Per non essere frainteso cerco di spiegare meglio quanto appena scritto, affinchè non venga interpretato che ho dato dei mafiosi sfruttatori e razzisti a  tutti gli elettori non di sinistra.... Io semplicemente ascolto le pesone e con particolare attenzione alle motivazioni del proprio voto. Ebbene, le motivazione dell'elettore tipico di destra si riassumono con frasi del tipo  " voto berlusconi perchè   lui mangia  ma  fa mangiare", oppure del tipo " se si è arricchito lui può fare arricchire anche a  noi", o ancora "voto lega perchè non se ne può più di stranieri in Italia  e  li devono cacciare tutti via", o "io non voto comunista perchè Prodi ha la faccia da mortadella e non sa neanche parlare". Queste frasi, che per altro non dicono il vero vero ma solo un falso ripetuto tante volte da farlo diventare vero, rendono bene l'idea dei valori di riferimento . Poi ci sono quelli più interessati:" io avrei un po di pendenze con il fisco: la volta scorsa , Tremonti,con la cifra di un anno mi ha abbonato 10 anni di tassa TV"....
Questi sono i discorsi standard,e  sono i discorsi, aimè, degli operai e  dei lavoratori, di quelli cioè che non hanno più neanche l'idea di quella che un tempo si chiamava coscienza di classe,     che poi era la memoria delle lotte per emarginarsi dalla schiavitù, dalla sottocultura, e  dalla diseguaglianza. Un tempo si lottava per il diritto all'istruzione e  si mirava alla cultura per le masse, adesso le masse se  ne strafregano della cultura non televisiva. Così   quelli sono i discorsi che riescono a produrre, quello il massimo esempio di ragionamento.
Siamo generazioni cresciute a  cartoni animati dicevo, a  sop opera e tv spazzatura, non si parla più tra concittadini dei problemi ma  di cosa accaduto nella puntata della sera prima. E' li che la sinistra è stata fregata, fregata da un capitalismo guasto, mediatico, il cui pioniere ed attuale monopolista è, guardacaso, sempre lo stesso che torna sulla scena del potere.
La sinistra non è stata sconfitta da questi due anni di governo, caro Super, la sinistra è stata sconfitta quando si è omologata allo stile di vita dei berluscones, quando ha giurato amicizia al fagocitatore dell'Italia, quando ha votato l'indulto, quando ha parlato troppo di salari e  ha dimenticato la cultura, la cura delle coscienze. Però, dobbiamo darne atto, è difficile far discorsi pallosi quando uno può scegliere tette e  culi in TV.
Infatti non è morta solo la sinistra in Italia, ma è morta anche la destra(perchè non ditemi che Fini fa ancora destra), sono morti tutti, tranne il populismo, che ormai è esercitato da tutti. I politico non sono più statisti ma sono dei publicitari che vendono se stessi, e poverini sono costretti a  farlo, anche quelli onesti che non vorrebbero sono costretti ad adeguarsi perchè sanno che è quella la leva dei voti, e senza voti non si va da nessuna parte. Tutti pubblicitari quindi, e come nella merce sponsorizzata  anche in politica esistono le pubblicità ingannevoli; ma anche li, il "cliente", non sa distinguerle....





lombrico alle 14:02 | commenti (2) | permalink


| giovedì, 24 aprile 2008 |

Elezioni politiche ormai archiviate sulla carta, ma nello stomaco è tutta un'altra cosa.......  Pensieri, ragionamenti, congetture e conclusioni ne abbiamo fatte tante, come per il calcio  ognuno è allenatore, così con la politica, solo quando non serve, ognuno diventa statista, analista, politologo. Certo, sarebbe bene che tutti si ragionasse prima del voto, e soprattutto il "tutti" comprendesse veramente tutti e non solo quei soliti frustrati che ancora seguono qualche tg in più dei reality. Ma tant'è, è come uno sport, in cui ci sono i tifosi delle opposte fazioni e in cui il contorno, il chiacchiericcio, fa più share della stessa partita.

Sulle elezioni, sui perchè e sui per come, anch'io ho scritto abbastanza in giro nei vari forum in cui passo, è più facile dialogare su singoli aspetti della vicenda, magari rispondendo ad altri, che formulare un articolo complessivo. Io non ne ho voglia. Per questo ho chiesto giorni fa ad un amico di poter copiare il suo post (quello scritto in rosso) , perchè benchè scritto di getto, fotografa anche il mio stato d'animo immediato del dopovoto. E poi, siccome si è acceso il dibattito sulla scomparsa della sinistra e sull'astenzionismo elevato, copio il pezzo di un'altro amico (scritto in nero grassetto)che ha una visione interessante sulla sconfidda della sinistra. Io ho votato e penso sempre sia giusto votare, partecipare, a  volte anche turandosi il naso. ma questo punto di vista lo ritengo interessante, utile se fosse condiviso da tanti, cosa che purtroppo non è e non lo sarà mai.

L’Italia sta marcendo
 
Voglio essere breve. Non è tanto la delusione per la sconfitta di uno schieramento e la vittoria di un altro. Del resto il PD di Veltroni, lo scrissi anche in un precedente intevento, è un partito che ha poco o nulla di sinistra, avendo un programma elettorale decisamente di centro. Lo scoramento è comunque forte e non vengano a tediarmi con le loro prediche, i disillusi di professione.
Il risultato di questa tornata elettorale è disastroso, non esistono altre definizioni plausibili. Mette ancora una volta in evidenza, se ce ne fosse ancora bisogno un Paese che non ha la forza di guardare al futuro, eleggendo per la terza volta e dopo quattordici anni dalla prima, un anziano imprendoitore dei media, uomo tra i più ricchi della nazione. Uomo che nelle precedenti esperienze di governo ha prodotto risultati pessimi, in economia, ma soprattutto nella coscenziosa e metodica distruzione morale del Paese, se ancora è possibile affermare che questo Paese abbia un tessuto sociale, una morale pubblica. Sono portato ormai a credere di no.
 
Due cose. Dopo sessant’anni, quando il comunista Terracini firmava la Carta Costituzionale, la sinistra rischia di sparire in Italia, e questo è un fatto epocale, ciò dovrebbe poratre alle immediate dimissioni di tutta la dirigenza attuale e ad una rifondazione totale, una ridiscussione di tutto, cercando di comprendere cosa è accaduto. Il crollo della sinistra evidenzia una disllusione totale dell’elettorato, dovuta a chi si è allineato, nelle passate esperienze di governo, ai poteri forti delle banche, alle guerre degli USA, al liberismo in economia. Riflettano ora e si vergognino, se hanno dignità di uomini.
Intanto il progetto per l'eliminazione totale della Resistenza dalla memoria collettiva va avanti, così come lo sdoganamento pieno del fascismo. Sarà contentento ora Giampaolo Pansa.
 
Poi la Lega nord ed il suo clamoroso exploit; la cosa che forse mi spaventa di più. Un risultato simile evidenzia un Paese tremendamente vecchio, chiuso in se stesso, direi “incattivito”, becero, destinato a non avere futuro.
 
Per sta sera altro davvero non riesco ad aggiungere, voglio chiudere con una citazione del compianto Pier Paolo Pasolini, che già quarantacinque anni fa coglieva nel segno.
 

"L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo".

Certo che è desolante.
Ma tu credi che non sono andato a votare a cuor leggero. Quel giorno, come quello di due anni fa, sono state lacrime amare. Pensavo e ripensavo, a quella volta... ma quante volte devo dirlo qui? Quante volte devo vincere il mio pudore, per dirti quello che ti sto per dire, perché quel vecchio contadino comunista mi ha insegnato a non dire mai certe parole? Ma voglio ancora raccontarle quelle parole di mio nonno vecchio contadino comunista: "Angelì, devi andare a scuola per rubare le lettere ai ricchi e ai prepotenti, e portale ai poveri, perché a loro appartengono".
Mimmo, io ho sempre parlato con gli operai e coi diseredati, sempre, ancora oggi, perché quel comandamento risuona ancora nella mia testa. Con molti di loro riesco a parlare anche di Sofocle e di Euclide, traducendoli nella loro realtà esistenziale, questi non sono disperati. Altri, i più, ridono e schignazzano al mio parlare, beoti sazi di quattro lire di benessere. Votano Lega, e allora? Cosa devono votare, quando vedono i loro rappresentanti vivere come i "maiali" di Orwel? Traditori. Cosa hanno comunicato ai loro figli, quella gioventù di cui tu parli? Dove sono le parole di Salvatore Carnevale e di Piero Calamandrei? Non so se sei mai entrato in una "casa del popolo". Che squallore! Un luogo in cui si doveva far cultura, parlare di Majakowskj e di Leopardi, dove i maestri spirituali del socialismo dovevano educare alla poesia, la sublime arte del pensiero, là dove muore anche la filosofia si deve inchinare. Che squallore, invece, perennemente sintonizzate sulle reti berlusconiane.
Io non mi sono arreso, caro Mimmo, per onore e per giuramento. E tutte le volte che entro in queste "case del disonore" spengo il televisore, accattivandomi urla e bestemmie e l'infamante accusa di essere un intellettuale. Costoro hanno ucciso Cristo e Pasolini, prima che lo facessero i fascisti. Ricordi quel libro di Zagrebeski?
Ma io continuo a spegnere il televisore, e mi metto lì seduto con il mio testo in greco di Echilo, e di Apollono di Perge. Spesso con una scacchiera, a giocare da solo. Qualcuno si avvicina, e sento che vuole sapere, conoscere. Gli altri tornano a guardare la lordura e i loro "maiali" accovacciati nei salotti rivoluzionari. Ancora per poco, perché anche qui in Umbria il vento sta girando. Anche qui si stanno preparando a votare "tessera 1816".
Chi rimarrà, secondo te, in quel tavolo a parlare di socialismo e poesia, attraverso Eschilo ed Euclide?
Ciao

Un grazie a Gigi e ad Angelo.

 

 





lombrico alle 16:33 | commenti (3) | permalink


| venerdì, 22 febbraio 2008 |

 Questa lettera apeta è di Rita, e siccome io mi fido di lei, la seguirò.

NON UN PASSO INDIETRO, MA TUTTI UN PASSO AVANTI

di Rita Borsellino

 

La Sicilia vive un momento davvero particolare, unico direi. Un momento in cui ci sono tutti i presupposti per creare una nuova maggioranza di governo che partendo dal centrosinistra possa coinvolgere tutte quelle singole persone e quei segmenti della società che vogliono impegnarsi per un cambiamento reale, fondato su un trinomio chiaro: legalità, sviluppo, sostenibilità. Ovvero su un’unità di progetto che dia risposte ai bisogni e ai sogni dei siciliani.

Sono convinta che oggi molto più che due anni fa questa unità sia realizzabile. E che rispetto ad essa si misuri la credibilità di ognuno.

Vedete, in tanti negli ultimi giorni mi hanno chiesto: “Lei farà un passo indietro per la Finocchiaro?”. Ho risposto: “Qui si tratta di fare tutti un passo avanti”. E badate, il mio non è un gioco di parole. Perché in Sicilia, ha ragione Anna Finocchiaro, “è tutto più difficile” e chi come me in questi anni si è misurato con le forti contraddizioni che l’isola esprime, lo sa bene. Perché qui a non vedere sbocchi sono tanto gli operai che gli industriali. E accanto agli operai edili di Palma di Montechiaro e dintorni che ancora emigrano in Germania e nel Nord Europa per poter lavorare, ci sono, ad esempio, i produttori vitivinicoli che prendono le vie del Mediterraneo e trasferiscono la produzione in Tunisia per evitarsi problemi burocratici e di commercializzazione. Perché ancora oggi e nonostante la pioggia di milioni di euro arrivati dall’Europa, la Sicilia piattaforma logistica del commercio e delle culture del Mediterraneo rimane solo un miraggio e l’isola è la regione di potenzialità inespresse, precariato, lavoro nero. La stessa dove abitano le famiglie più povere d’Italia. In una parola, rimane periferia, vittima del sicilianismo della classe politica che ha governato in questi anni e che ha svenduto tutto: dalle bellezze naturali e artistiche alla salute dei siciliani in cambio di mega inceneritori che insieme ai rifiuti bruceranno anche l’ennesima occasione di sviluppo e di ricchezza per i suoi abitanti, quella che dai rifiuti potrebbe arrivare.

In questi ultimi due anni mi sono impegnata per ridare alla politica la dignità che i cittadini chiedono a gran voce. E quando dico che c’è bisogno di un comune passo avanti, mi riferisco a questo: bisogna anteporre il bene collettivo alle ragioni personali o di partito e mettere le proprie qualità a disposizione di un progetto vero di cambiamento. Per questo ho detto no ad una poltrona sicura fuori dalla Sicilia come sostituzione al percorso intrapreso. Per questo e per il futuro della mia terra ho detto no anche alla proposta di Fausto Bertinotti di essere il numero due della Sinistra Arcobaleno. Per questo ho chiesto l’unità della coalizione. Anche quando di unità non parlava nessuno. Per questo e perché credo che il momento che viviamo sia unico, ho anteposto l’unità a qualsiasi altra cosa. Oggi, la società siciliana ha compiuto una saldatura tra i percorsi che molti di noi da anni mettiamo in campo a partire dalle stragi e gli omicidi di Paolo e Giovanni e, ancora prima, con la voglia di uomini come di Pio La Torre e Pier Santi Mattarella di affermare una politica nuova, e le spinte per un’economia libera. Oggi, nel nome di una cultura antimafiosa e di un’economia nuova si incontrano generazioni diverse ed è possibile realizzare un percorso vero di cambiamento.

Sul progetto per la Sicilia ci confronteremo in questi giorni sapendo bene che il cambiamento passa oltre che dalle scelte programmatiche, dalle identità, dalla credibilità di chi lo porta avanti e dai metodi.

In questi anni con il progetto Un’altra storia abbiamo provato e, in parte, ci siamo anche riusciti, a dar voce alla società e alle istanze che arrivavano dal basso: per una sanità più efficiente, per una società del merito, per una politica di servizio, per una partecipazione democratica alle scelte della politica, per il rispetto delle differenze e per la multiculturalità.

L’unità di progetto che mi auguro riusciremo a realizzare dovrà avere lo sguardo lungo e le orecchie grandi. Sguardo lungo per progettare il futuro insieme ai cittadini e alle categorie produttive e sociali, orecchie grandi per sapere ascoltare e trasformare in progetto le domande che arrivano dalla società. Lo dico anch’io: questa volta si può fare. E lo si può non nonostante ma grazie alle diverse identità che compongono il centrosinistra e che interpretano istanze diverse e lo stesso bisogno della politica: tornare ad essere specchio della realtà, servizio ed elaborazione per il bene comune.





lombrico alle 09:33 | commenti (5) | permalink


| mercoledì, 13 febbraio 2008 |

Questa lettera l'ho inviata alla senatrice Anna Finocchiaro dalla quale si aspetta una decisione sulla sua candidatura alla presidenza della regione Sicilia e all'onorevole Diliberto, che è lo sponsor della candidatura del sindaco di Gela Crocetta alla stessa carica. 
 
 Cari compagni,
in queste ore di fermento incredibile, di progetti elettorali e calcoli pindarici su proiezioni e strategie elettorali, da siciliano semplice che cerca di restare pulito, Vi dico che mi addolora quanto sta accadendo in merito alla candidatura a  presidente della regione Sicilia.
Sia chiaro, io sono un grande  estimatore della senatrice Finocchiaro, sono sempre stato orgoglioso del fatto che fosse una mia conterranea e ne  ho sempre apprezzato l'equilibrio, la forza, e anche l'efficacia    della sua dialettica. E sono anche un "tifoso" del sindaco di Gela Crocetta al quale riconosco grande coraggio: ottimo esempio per tutti i siciliani che vogliono essere liberi.
Però vedete,a  prescindere da queste valutazioni che, per altro,  sono larghissimamente condivise tra la gente, io continuo ad essere un sostenitore della candidatura di Rita Borsellino. Ho molti motivi per esserlo, e fin quì, coloro   che hanno cercato di farmi cambiare idea, sono riusciti solo a convincermi maggiormente di restare nelle mie posizioni. Mi si dice per esempio  che la Borsellino non ha esperienza politica, oppure che la Borsellino è perdente perchè ha già perso una volta,.... e altre cose del genere.  Io penso invece che se Rita è stata giudicata degna di una candidatura unitaria del centrosinistra già due anni fa, non vedo come mai adesso, dopo due anni di opposizione ferma  come capogruppo all'ARS sia diventata così incapace; tanto più che anche recentissimamente è stata corteggiata a  lungo  affinchè accettasse di dirigere il PD siciliano: è forse l'appartenenza politica  che decreta le capacità politiche di una persona?! Inoltre credo che due anni fa  Rita non ha affatto perso le elezioni; le elezioni allora sono state perse dal centrosinistra siciliano così come era accaduto sempre in precedenza anche quando al suo posto ci sono state personalità importanti ( mi viene in mente Leoluca Orlando) . Rita, al contrario, ebbe una incredibile affermazione personale andando molto molto oltre la sommatoria di tutti i partiti della coalizione. Adesso, addebitare a lei quella sconfitta è   un'operazione sbagliata e palesemente fatta in malafede.
A mio parere Rita è la candidata naturale per queste elezioni siciliane, lo è perchè ha largamente vinto le primarie due anni fa, lo è perchè in questi due anni è stata a capo dell'opposizione lavorando  ed esponendosi, e lo è perchè, oggi ancor più di ieri, in questa terra dove i simboli valgono moltissimo  ci vuole anche un simbolo di legalità da contrapposse al cuffarismo. La Borsellino è tutto questo, perciò credo che anche dal punto di vista elettorale la sua candidatura sia più efficace rispetto alle altre pur autorevolissime   che Voi rappresentate.
Io ho visto flotte di studenti organizzarsi in tutta l'Italia e scendere giù a  votare per Rita, e so che sono ancora di più pronti a riscendere per far campagna elettorale. Ho testimonianza diretta di gente di centrodestra che per Rita ha fatto una deroga elettorale.E poi sono testimone di una serie di movimenti di base e dell'associazionismo che si sono schierati solo per Rita, e che di solito snobbano il voto.
Ecco, io ho paura che si stia buttando all'aria questo patrimonio di coinvolgimanto, anzi, so che a questo punto, comunque vada a  finire il danno è già stato fatto perchè   si è tentennato laddove non si doveva tentennare.
Mi si dice che non si deve buttare via nulla e  che la forza di Rita deve essere convogliata a supporto dell'altro candidato che ci sarà, ma io mi chiedo il perchè non possa avvenire il contrario, e  cioè che l'esperienza e  le capacità della senatrice Finocchiaro  così come  il coraggio   del sindaco Crocetta non possano supportare la candidatura unitaria e convinta di Rita Borsellino.
L'impressione che si potrebbe avere dall'esterno è che  due anni fa, quando non vi erano speranze di vittoria, si è accettata la candidatura esterna ai partiti, ora che invece si ha qualche speranza in più i partiti stessi si leccano i baffi e  cercano si porre qualche casella a  loro favore.
Io credo che buona parte del bacino elettorale della Borsellino sia difficilmente raggiungibile da altri candidati, chi per un verso chi per l'altro.
A questo punto Vi chiedo scusa per averVi tediato fin quì, ma penso sia anche un dovere di cittadino farlo,e  poi sono certo che la  Vostra sensibilità   , indipendentemente da quella che sarà la decisione politicaa che intraprenderete, saprà accettare tranquillamente anche questo punto di vista che vuole essere sicuramente costruttivo.
Con rinnovata stima,
Giuseppe Virga.




lombrico alle 21:37 | commenti (7) | permalink








lombrico alle 21:28 | commenti | permalink


| sabato, 09 febbraio 2008 |

Leggo adesso che l'inno del PD sarà "mi fido di te"; credo sia quella splendida canzone di Jovanotti che, tra l'altro, ha portato bene ad una campagna elettorale locale alla quale ho attivamente partecipato. Solo che adesso, del PD, io non mi fido al 100 %. Sono molto deluso sopratutto di come questo nuovo partito sta muovendosi a  livello regionale in Sicilia, in particolare sulla candidatura alla presidenza della regione. La scorsa tornata elettorale ha visto la candidatura di Rita Borsellino essere una candidatura forte ed autorevole, uscita largamente vittoriosa dalle elezioni primarie e sopratutto uscita molto bene dalle elezioni, nelle quali ha raccolto oltre il 10% di voti in più rispetto a tutta la coalizione che la appoggiava. Risultato incredibile quindi, un valore aggiunto che nessun altro poteva dare. Vinse lo stesso il sign. Cufaro, vinse per il suo sistema clientelare, vinse perchè tutta la mafia lavorava per lui, ed infatti dopo due anni il risultato è sotto gli occhi di tutti. A me sembra ovvio che , oggi ancora più di ieri, la candidata naturale da riproporre resta la Rita borsellino che in questi due anni ha svolto il ruolo di capo dell'opposizione, quella Rita che è sempre più il punto di riferimento di chi vuole la legalità ed il riscatto dell'isola, un punto di riferimento che ha buone doti di trasversalità poichè tale è la statura morale che anche gente onesta dell'altro schieramento non hanno avuto difficoltà a votarla.
Sembrava ovvio a me, povero ingenuo sognatore. I capi del PD invece ce la stanno mettendo tutta per bruciare questo sogno. Anzichè sposare e fare a  gara per sponsorizzare la candidatura di Rita si sono messi a  storcere il muso, a parlare di altre candidature, a  fare nomi più o meno autorevoli. A mio parere i politici non hanno capito veramente un cazzo! mi hanno detto che la Finocchiaro potrebbe raccogliere più consensi perchè donna con più esperienza politica, e non capiscono che alla Finocchiaro, benchè donna e politica degnissima di considerazione,  comunque non rappresenta quel simbolo di legalità universalmente riconosciuto, e non hannon capito che la Finocchiaro sarebbe soltanto una candidata qualunque del centrosinistra. Non hanno capito che per la Finocchiaro non si smuoveranno mai intere flotte di studenti da tutta l'Italia per venire giù a fare campagna elettorale e per votare,  e non hanno capito che chi di solito non vota per sfiducia consolidata nella politica continuerà a non votare, con un candidato che non sia Rita Borsellino.
Al momento non è ancora deciso nulla, ufficialmente, ma comunque vada a  finire, qualunque sia il candidato o i candidati, il danno che il PD poteva fare lo ha già fatto. Indipendentemente dalle vicende romane dove esso vuole correra da solo, e secondo me  fa bene, nella situazione particolare della Sicilia doveva veramente correre per far propria da subito la candidatura di Rita, doveva dare un segnale forte ad un popolo  che mostra adesso qualche segnale di riscatto. Poi tutte le personalità  vanno utilizzate, bene la Finocchiaro, bene il LO Bello, ma tutti ad affermare e lavorare affinchè un vero cambiamento in Sicilia si potesse attuare, a cominciare dai simboli che dalle nostre parti contano più dei fatti.
Ammetto di essere deluso, se Rita sarà costretta a ritirarsi non so se andrò a  votare, e se ci saranno più candidati comunque , paradossalmente, sarà stato un cattivo esercizio di democrazia.
Insomma, comunque vada, a questo punto, ci hanno già tolto la possibilità di sognare.



lombrico alle 07:38 | commenti (1) | permalink


| mercoledì, 30 gennaio 2008 |

Iei sera tardi ho visto un programma su rai 2 che parlava della Sicilia. Ne parlava a modo suo, ne parlava riempendo appena lo spazio di una mezz'ora, ma mi sono accorto ancora una volta di come ogni cosa che parli della Sicilia mi tocca il cuore, mi fa sentire orgoglioso di esserci nato. Questo blog si chiama Mal d'Africa, ma credo che esista anche il mal di Sicilia, ne sono sicuro. Che poi la Sicilia è come una cosa ideale, che la pensi in un modo, pur vivendoci dentro, ma se esci fuori e  guardi magari non la vedi con la stessa poesia. Eppure  chi parte difficilmente non si fa assalire dalla nostalgia, e persino chi non è mai partito prova quella nostalgia della Sicilia che ha in testa e nel cuore. Scorrevano ieri sera immagini e spezzoni di personaggi siciliani, una infinitamente piccola porzione di illustri isolani che danno lustro a  questa terra, e pensavo a quanto riocca potrebbe essere l'isola se le sue genialità venissero utilizzate.

Poi questa mattina mi imbatto in questo pezzo di spettacolo che avevo visto già al teatro e mi commuovo nuovamente:

 





lombrico alle 09:16 | commenti (4) | permalink


| lunedì, 21 gennaio 2008 |

  Berlusconi  dice che  la magistratura ce l'ha con lui...... E' invece evidente che la magistratura è il suo migliore alleto : basta che questa scova un delinquente ed ecco che Berlusconi trova un nuovo amico!
Condannata la moglie di Dini? ed ecco che Dini minaccia la crisi.. Inquisita tutta la famiglia Mastella? ed ecco che Mastella fa cadere il governo. Ah Berluscò, vai ad accendere un cero alla magistratura va...... se non ci fosse lei a trovarti gli alleati chi ci penserebbe?!!

In compenso, in Sicilia, si fanno le veglie di preghiera nell'attesa della sentenza Cuffaro!!!! ( ridete pure, ma non è una battuta!) Forse pregavano proprio che fosse condannato, così il posto non gle toglie nessuno.......
:-)






lombrico alle 23:36 | commenti (3) | permalink


| sabato, 19 gennaio 2008 |

Non è mia, ma la condivido al 100% :

La Cassata siciliana
La terra, il mare, le strade, la cultura, l’arte, la munnizza, i coralli, i giardini, i teatri, le nuvole, le piccole imprese, le cassate, gli artigiani, gli operai, gli insegnanti, le montagne, gli artisti, i gioielli, i coltivatori, gli avvocati, i funzionari, i meccanici, i giornalisti, i fiumi, i boschi, gli studenti, le arance, i fichi, i bambini, i disoccupati, la Sicilia tutta, nei contrasti e nelle contraddizioni, è governata da un uomo condannato a cinque anni per favoreggiamento. E’ la realtà e mi vergogno.
Abbiamo il potere di scegliere, abbiamo un grande potere con un semplice lapis in mano, il giorno in cui votiamo. Quando siamo dietro quella tenda plastificata bianca, nella scuola del nostro quartiere e scegliamo chi votare, guardiamoci dentro prima di farlo. Cambiamo lo sguardo e guardiamo all’interno. Sappiamo chi stiamo scegliendo? Siamo certi che la legalità e la morale sono come il Padre Nostro e l’Ave Maria per la persona che scegliamo? E’ il caso di dirlo, Padre Nostro e Ave Maria. Il Sig. Cuffaro pregava in attesa della sua sentenza ed addirittura una veglia è stata organizzata per lui. Mi vergogno di essere siciliana, ancora una volta, di essere nata qui dove si vuole uccidere ogni speranza, ogni sentimento di riscatto e di cambiamento. Aspetto, Sig. Cuffaro, le sue dimissioni, perché tutti i siciliani puliti che hanno un profondo credo di cambiamento e di rinnovamento sono indignati, si vergognano di vivere in questa terra governata da lei. Abbia il senso morale di mettersi da parte in attesa della conclusione dell’iter processuale.
Ma come fa a dormire la notte? Come può guardare negli occhi i suoi siciliani? Di destra o di sinistra, di centro o di sbieco, lei come fa adesso?
Come può respirare tranquillamente da oggi? Sa solo sedersi al tavolo, come ha comunicato, e riprendere a lavorare oggi come ieri.
Abbia il buon senso di andarsene, ci ha umiliati tutti, noi siciliani puliti .




lombrico alle 18:51 | commenti | permalink


| giovedì, 17 gennaio 2008 |

... ma siccome sono ateo, mi limito ad indignarmi di questa società ( e badate bene, non del papa e dei suoi prelati) che tutta si è inchinata a 90° a questa chiesa, a questo papa politico e conservatore che vuole esercitare il suo potere temporale sul mondo. Altro che monnezza, la vera monnezza adesso sono i politici e i giornalisti che imperversano in TV, tutti supini, tutti lacchè. I direttori dei TG fanno a gara a chi riesce ad imitare meglio Emilio Fede, Bruno Vesta supera ogni giorno il suoi stessi record di parzialità, i politici di destra fonno quanto è loro usuale, quelli di sinistra (diciamo) si comportano con maggior ipocrisia degli altri. Tutti ad avere paura di una chiesa che oggi più che mai comanda, impone, regola. E l'Italia sprofonda verso il conservatorismo. All'apertura dell'anno accademico hanno fatto entrare gli studenti di estrema destra, ma hanno lasciato fuori quelli che avevano osato esprimere il loro dissenso all'intervento del papa. In America, in nome del neoconservatorismo cattolico, ci sono zone in cui si ritorna a credere ad Adamo ed Eva, alla costola ed al serpente! sembra una battuta ed invece è la realtà. Quì da noi guai a chi osa ledere la tracotanza di sua maestà. E che dire di Mastella? Ma cosa sei , Italia??!!

"Non popolo arabo, non popolo balcanico
non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione Europea:
E cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti,
impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di
brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali
carogna come gli zii bigotti ………….
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio
perché fosti cosciente, sei incosciente.
"Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo"





lombrico alle 15:00 | commenti (1) | permalink


| sabato, 12 gennaio 2008 |

Un settimanale della mia provincia ospita una rubrica nella quale il giornalista si pone delle domende semplici, e le attribuisce al cane, ad un cane ipotetico, semplice ma concreto, che non si fa abbagliare da troppi discorsi pindarici.
Imagino che in relazione ai fatti di Napoli, ed ora della Sardegna, quel cane si porrebbe delle domande semplici.
Si chiederebbe, per esempio, il motivo di quegli scontri, di quei danneggiamenti alle proprietà pubbliche e private, il perchè agli sbarramenti di una minoranza della popolazione. Ok ok, il cane ha già suscitato più di qualche irritazione quando ha detto "una minoranza", ma l'ha definita così a ragion veduta........ Questi teppisti dicono di essere contro le discariche e contro i termovalorizzatori: giusto!! e dicono di essere per la raccolta differenziata... giustissimo!!! ma dov'erano questi quà quando si doveva votare e tra i partiti vi era chi affermava le stesse cose? come mai quel partito (in questo caso i verdi) proprio in Italia si attesta a percentuali risibili? Non è che magari questi fricchettoni sono gli stessi che quando c'è da fare uso della democrazia se ne vanno al mare o a farsi le canne?

Allora, o la questione rifiuti è una questione che preoccupa solo il 2% della popolazione, ed in questo caso quel 2 % ferebbe bene a rispettare il menefreghismo del restante 98 %, oppure siamo ancora una volta ad un comportamento ipocrita della gente, brava solo a fregarsene e a scaricare sugli altri le proprie manchevolezze. Quello a cui assistiamo al cane ricorda il vizio, che conosce bene, degli operai di fabbrica che danno sempre il fondoschiena al padrone, e si ribellano soltanto quando questo li sbatte fuori licenziandoli, quando ormai cioè è troppo tardi. Dignità vorrebbe, in questi casi, di stare zitti e , a limite, sbattersi la propria testa nel muro, incendiare le proprie automobili, dar fuoco alla propria casa!
Al cane piacerebbe sapere, per esempio, se questi manifestanti effettuano la raccolta differenzita, e se hanno mai fatto nulla per sollecitarne la pratica nella propria comunità ( certamente qualcuno di loro lo farà, ma tutti gli altri ?).
Per questo, il cane, non solidarizzerà mai con questi nuovi ribelli. Sono belli esempi i ragazzi di "ammazzateci tutti" per esempio, o quelli palermitani di "addiopizzo", questi si coraggiosi e costruttivi, ma quegli altri ......



lombrico alle 17:13 | commenti (10) | permalink


| martedì, 01 gennaio 2008 |

Ho appena scritto questa risposta su un forum della mia città. Lo copio  perchè, in fondo in fondo, vi è un minimo di speranza che mi pare adatta alla giornata di oggi.

Caro "Un pacecoto", ho letto il tuo articolo e lo condivido in pieno. Bhe, sull'esistenza dell'arternativa giovane veramente anch'io ho qualche dubbio, basta sentire le discussioni dei ragazzi/e dalla mia età in giù che cadono le braccia, ma non mi spingo fino all'istigazione dell'emigrazione! Bisogna sforzarsi di crederci.
Quando alcuni anni fa, per conto della ditta (la Midial) mi recavo regolarmente a Palermo per prelevare industriali e manager del nord Italia, a questi bastava percorrere quegli 80 Km di autostrada per rimanere estasiati del nostro territorio. Ricordo degli emiliani che mi dissero :" Noi in Emilia non abbiamo niente, eppure abbiamo tutto; quì avreste tutto, l'oro, e non lo utilizzate". Questa frase mi ha colpito allora e non la dimenticherò mai. Sforziamoci quindi, cerchiamoli i motivi di speranza che possiamo ancora farcela. Qualche segnale quà e la ogni tanto compare, forse più nel sud che nel resto dell'Italia, forse perchè più di ogni altro luogo noi abbiamo potenzialità ancora inestresse.
I politici sono dei gran farabutti ( sono pronto per ricevere le querele, avanti coraggio ....) e delle facce di bronzo. Quella pratica di criticare gli altri, gli avversari, per nascondere i propri fallimenti e le proprie malefatte è un vizio dei politici locali così come di quelli nazionali. Lo è sempre stato, ma con l'avvento del "berlusconismo", che è cosa molto più grave del berlusconi stesso, l'ipocrisia è diventata la regola alla quale tutti si stanno uniformando, incoraggiati dal fatto che siamo ormai un popolo senza un briciolo di coscienza e memoria storica.
Ma finchè ci sarà un Grillo ( non il massimo di marsala naturalmente...) o un Travaglio ho speranza che qualcuno ancora rifletta in Italia, e finchè ci sarà qualche amministratore che rompe le regole dei ladroni precedenti ( leggesi anche "banda bassotti) ho speranza che qualche diritto non mi venga fatto passare per favore.
Buon anno a tutti, e che non rimanga solo un retorio e sterile augurio.
 




lombrico alle 09:39 | commenti (2) | permalink


| martedì, 18 dicembre 2007 |

Evidentemente l'età che avanza lascia i suoi segni, e per me non fa nessuna eccezione....  Ieri sera infatti, come un bambino o un vecchio un po rimbambito, mi sono trovato a piangere in un incontro per la commemorazione di Mauro Rostagno. Bhe, per la verità mi è sembrato di non essere il solo in quella sala, anche la Rita Borsellino che di commemorazioni è sicuramente più pratica di me ha avuto la stessa reazione, e poi è   il personaggio che si commemorava che da sempre mi tocca nel più profondo del cuore. Anche quel maledetto giorno di 19 anni fa, appresa la notizia, piansi molto, e non lo avevo mai fatto, e forse  non lo feci più. Mille pensieri nella mente mentre ascoltavo le testimonianze; per esempio mi chiedevo come sarebbe adesso questa società se non fosse stato interrotto tante volte quel filo di rinascita che persone come Rostagno rappresentavano. E ce ne sono tante in Sicilia! Mauro, in una dimensione trapanese, è sicuramente quello più importante, e veramente credo che questa città sarebbe stata adesso molto migliore , senza quei colpi efferati di fucile e questi 19 anni di depistaggi. Vi odio mafiosi di merda, per colpa vostra viviamo in questo schifo, per colpa vostra la mia città è tra le ultime d'Italia per vivibilità, per colpa vosta  l'Italia stessa fa pena. E che dire dei politici-delinquenti che a Trapani provincia, da allora, hanno ripreso le loro trame indisturbati. In Sicilia abbiamo un presidente mafioso, l'Italia ha avuto un presidente del consiglio che , ancora oggi, incensia il suo braccio destro DEll'Utri e addirittura il suo ex e compianto stalliere, mafioso e killer di cosa nostra oltre che estortore e trafficante di droga. Il parlamento siciliano è presieduto da  un'altro che vuole cambiare il nome dell'aereoporto di Palermo perchè, dice, diffama la Sicilia; quell'aereoporto si chiama "Falcone e Borsellino"!!!!!!!!

Anche questo si è detto ieri in quell'incontro, e Rita (Borsellino) ha fatto notare che ormai i giornalisti, se vogliono fare giornalismo, possono solo publicarsi dei libri, perchè altrimenti nessun editore gli permette di essere dei veri giornalisti, e questo sia a livello nazionale sia a livello locale (forse soprattutto locale, almeno a Trapani).

E poi quella bellissima mamma di un tossicodipendente che in Mauro aveva trovato un padre, un padre egualmente condiviso con tutti gli altri ospiti ma che riusciva ad esserlo al 100% con tutti, e salvava delle vite, e faceva rifiorire delle vite che erano state buttate.

Mauro il sociologo, Mauro il giornalista vero, Mauro l'amico, Mauro il leader carismatico che anche attraverso lo schermo emanava calore e magia, speranza di riscatto ad una comunità intera, che è morta con lui 19 anni fa.

Si, sono proprio invecchiato.............. ma in quella lascrime di quella sala, ieri, Mauro era vivo!





lombrico alle 16:25 | commenti (3) | permalink


| sabato, 15 dicembre 2007 |

"Il New York Times  l’altroieri, scriveva: “Italia, paese triste”. La solita articolessa da Alberto Sordi rovesciati, americani all’amatriciana. No, il titolo giusto è: “Italia vendesi”, più triste ancora. Si vende L’Unità come si vende l’Alitalia, si vendono senatori del centrosinistra al mercante di voti e proprietario di Mediaset, che a sua volta svendeva quattro attricette ad Agostino Saccà, dirigente del servizio pubblico a capo di Rai Fiction (270 milioni di euro di budget) in cambio di favori promessi dall’ex presidente del consiglio alla società di produzione privata e futura concorrente di Rai Fiction, progettata dal medesimo dirigente pubblico. Si vendono intercettazioni segretate ai giornalisti (e si vendono più copie dei giornali che le pubblicano) dalle quali si apprende che una stecca di quei 270 milioni di denaro pubblico, per finanziare fiction televisive interpretate anche da merce umana, avrebbe fatto un giro di tango a Lugano e Ginevra (la Svizzera lava più bianco) per rientrare nelle saccocce private dei suddetti dirigenti pubblici (perché vi vendo gratis che ne verranno fuori altri e di pari grado). Ti vendi tu, mi vendo io, e si vendono, inconsapevoli, i camionisti dello sciopero a chi fa i prezzi di frutta e verdura che da stamane si vendono al 30% in più della settimana scorsa. Il Paese in cui nessuno vuol rimetterci, si vende l’anima alla Cina (Bertinotti al Dalai Lama: “La Cina è amica”). Meglio non parlare con nuora, purché suocera gialla intenda. Lo ricevo io ‘sto Dalai o lo ricevi tu? Ricevilo tu, che a me viene da ridere. Si vendono quei quattro bonzi del Tibet, e tutta la libertà oppressa della terra, purché Confindustria faccia affari col Dragone. In cambio si svendono a Pechino (che è sempre quella di Piazza Tien an men) migliaia di piccole imprese a conduzione familiare, spina dorsale dell’economia italiana, ridotte sul lastrico dalle cineserie “Made in Italy” dai prezzi all’osso, quello di schiavi cinesi senza nome e passaporto sfruttati negli scantinati di Prato o nell’hinterland del nord “padano”, e sottopagati in nome del comunismo capitalista. Si vendono morti bianche per guadagnare di più al nero. E ci si veste di nero al funerale degli operai della Thyssenkrupp per indossare una faccia compunta con cui rivendersi la propria immagine ai telegiornali nel rito osceno delle dichiarazioni sdegnate della sera. Si vende “accanimento informativo” sulla ricca morte del povero Pavarotti, che Vespa vende porta a porta come Cogne o il suo libro col trepidante incontro con Veronica, la donna del Capo. Il gossip va via come il pane e la coca. I pusher sono i nuovi Messìa: “Lasciate che i pargoli vengano a me.” I cervelli delle nuove generazioni se li sono appaltati le griffe della moda e i trafficanti di crash. Gli amori di ieri si commutano in assegni familiari di oggi, le leggi razziali firmate dai Re fascisti non impediscono ai Savoia di chiedere soldi di “risarcimento” all’Italia. Si vendono le lauree come all’Avana i portachiavi con l’effigie del “Che”. Ieri ho lasciato la macchina in doppia fila davanti al mio barbiere: “Nun te sta a preoccupà”, dice, “er vigile è pagato.” Si vende la lingua italiana (il vocabolario da strada è ridotto a cinquecento parole) e la parola che fa venire l’orgasmo alla nazione è girodaffari.  E poi ci sono milioni di famiglie che non hanno più niente da vendersi. E sono in aumento. Lo sai perché, fratello? Perché sono l’Italia che paga."

Fonte: www.diegocugia.com

 





lombrico alle 09:56 | commenti | permalink


| martedì, 04 dicembre 2007 |

Ho un amico più grande di me, e soprattutto molto più colto e inteligente. Lui sostiene da tempo che la società sta correndo verso l'estinzione. Per questo e per altri concetti superpessimisti, ho qualche volta pensato che magari esagerasse un po. Ed invece, più passa il tempo, e più mi capita di osservare  e di vivere situazioni che sono il termometro di come quel pessimismo non è poi tanto tale.  Mi fa paura questa nostra epoca, mi fa veramente paura e non tanto per me, ma per le mie bambine che avrebbero ancora tutta una vita davanti a loro. La gente è sempre più superficiale, ignorante, avvezza al compromesso di bassa lega. Non ci sono più pudori, anzi, ci vuole pudore per comportarsi bene. L'etica l'abbiamo dimenticata in cantina e l'onestà è una parola completamente fuori moda. Chi comanda poi fa tutto tranne che l'interesse generale. Tutti tesi a tutelare i propri privilegi, il proprio orticello di partito, perchè " è meglio essere testa di cicireddu che coda di balena".

E la gente poi, la gente... una massa di lobotizzati in attesa di sapere l'ultima cosa da comprare, l'ultimo yogurt da ingerire per non scoreggiare, l'ultimo vincitore dell'isola dei famosi. Da una società così che ci si può aspettare??!!

Il mondo sta cambiando  e sta morendo in maniera oramai, forse, irreversibile, ed anzichè accorgercene e prendere le precauzioni, continuiamo tutti a fottercene come se non ci abitassimo in questo mondo. I cittadini sono usati da speculatori di tutti i livelli, ma se ne fottono nella stessa maniera come se non saranno loro a pagare tutti i conti.

E così, mentre a Roma 4 imbecilli battibeccano stupidamente e stanno riconsegnando l'Italia a quel mafioso di Berlusconi, che gongola perchè rivede un paese   risanato e quindi nuovamente saccheggiabile, nella mia città la gente sembra impazzita per un centro commerciale che alcuni speculatori vogliono per forza far nascere in un luogo destinato a parco urbano ( proprio nella città d'Italia con minore verde pubblico!). Capisco bene le ragioni degli speculatori, ma i cittadini perchè sembrano provare orgasmi multipli solo all'idea di avere un altro centro commerciale (perchè un secondo è in attesa di sorgere a qualche centinaio di metri da questo in oggetto) al posto di un parco? perchè i miei ex colleghi che sono stati licenziati sono così creduloni da prendere per buone le promesse di chi li sta ancora una volta  strumentalizzando ? Ma davvero siamo così provinciali e miopi?  Trapani è una piccola città, eppure il traffico la soffoca, l'acqua non arriva nelle case, i mezzi pubblici scarseggiano, i ragazzi sono costretti ad emigrare per trovare lavoro. Ma pare che un centro commerciale al posto del bosco possa risolvere i problemi e rilanciare l'economia cittadina!! Però quando si parla di tutelare le bellezze naturalistiche ci sono resistenze forti, e quando si parla di sviluppo turistico  ci si ferma solo a menzionare quanto non è ancora stato distrutto della natura di questo pur meraviglioso pezzo d'Italia. Come se i turisti di tutto il mondo dovranno venire  a Trapani per.... .........................visitare un centro commerciale...

FERMATE IL MONDO : VOGLIO SCENDERE.

 





lombrico alle 16:56 | commenti (9) | permalink


| venerdì, 30 novembre 2007 |

In rai mandano di tutto, spesso repliche. Ma perchè non mandano mai queste, di repliche!??

 

http://www.hydra.li/a/jack_folla_alcatraz_video3bis.wmv           





lombrico alle 10:56 | commenti (1) | permalink


| mercoledì, 21 novembre 2007 |

 

E' lui o non è lui?  ... Cerrrrrrrrrto che è lui!!  ehheheheh  (sorry: ho tolto le foto perchè non si visualizzavano...)

Vabbè vabbè, bando alle ciance, questa mattina ho avuto modo di conoscere A. Sortino, ovvero "il rosso" del programma "le Iene", forse l'unico programma mediaset che mi piace!!  Lui sta preparando un programma per La7, un programma d'inchiesta stile Report di rai tre, e come prima puntata  parleranno dello sviluppo del sud, di come sono andati a  finire i fondi comunitari, in particolare quelli della legge 488.... Bhe, ero quasi ditubante ad andare perchè lo so come va a finire sempre,  va a  finire che fanno parlare a me........ Ma poi la tentazione di farmi vedere un giorno in televisione dai miei amici sparsi per lo stivale  è stata più forte e sono andato. Naturalmente tutto come previsto ....  :-)

Resta il piacere di aver conosciuto un ragazzotto molto alla mano e simpatico, umile, e bravo, oltre ad una operatrice molto carina....  :-)          Attendiamo la messa in onda del programma ( se tutto va bene a metà gennaio), e speriamo d'essere venuto bene in video!!  ehehhehehehehe

 

 





lombrico alle 16:58 | commenti (4) | permalink


| sabato, 17 novembre 2007 |

La primavera-estate  del 2002 è sicuramente stato uno dei periodi più belli della mia vita, di sicuro un periodo decisivo che ne ha deviato il corso. Ne ho già parlato altre volte e non starò quì a  ripetermi, ma adesso, uno degli amici protagonisti di quei mesi ha messo on line un suo filmatino fatto in quei giorni, e nel rivederlo/rivedermi , oltre ad un po di vergogna  implacabili lacrime di commozzione sono spuntate fuori, ed anche un pizzico di malinconia. Rivivrei subito un periodo come quello, fatto non di eventi particolari, ma di un entusiasmante ritrovarsi  tra neoamici, liberi e spensierati. Quelli che siamo ritratti in questo video, adesso, abbiamo vite molto diverse da   allora, molto divese soprattutto nel campo professionale (quasi tutti eravamo disoccupati ) e sentimentale ( eravamo tutti liberissimi). Ora ognuno ha la sua vita più o meno impegnata, più o meno stressata, più o meno felice. Penso che  siamo stati  fortunati a poter avere dei  così bei ricordi, ed  anche un amico che ogni tanto con i suoi video ce li fa rivivere  ......

http://www.hydra.li/a/sicilia2000.wmv

 

 





lombrico alle 19:19 | commenti (1) | permalink


| domenica, 04 novembre 2007 |

Continuo a ricevere commenti di amici (ex colleghi) che si sentono orfani della midial, a  cui manca il lavoro in fabbrica. A questi amici voglio dire :

"Oh ragazzi, posso dirvi una cosa:  guardiamo avanti!!!!
Capisco che ci si era cullati con l'idea di un lavoro "per sempre" e vicino casa, ma non  lo era per sempre e non lo era mai stato, e nessun lavoro lo sarà mai più. Facciamocene una ragione. Dispiace certo, e finchè ci sarà una possibilità è giusto lottare per conservarselo, o per recuperarlo, quel lavoro alla midial. Ma finchè si piange e ci si dispera non si vedranno le altre opportunità che possono sorgere.
 Ho saputo, per esempio, che al cal center di trapani cercano personale, e che assumeranno a breve , circa 200 nuovi operatori. Non è il massimo, ma neanche infilare tubicini  tutto il giorno respirando esalazioni di cicloesanone era il massimo! o no? ................ Vi è poi quell'altra possibilità di cui ho scritto in un commento del post precedente, anche se per quella bisogna spostarsi da Trapani ( salerno, frosinone, la spezia) non è male. Insomma svegliamocci.
Grinta ragazzi, che ce la possiamo fare!!!
Io sto lavorando; ieri sera ho visto l'ultimo dei licenziati Midial  e mi ha detto di lavorare e di stare bene, altri la stessa cosa. .....

Insomma, vogliamo tirare fuori le palle e dimostrare che valiamo, magari dimostrarlo a qualcuno che ci ha "scartati"??!!!


Spero di sentire storie positive da ora in poi....."





lombrico alle 09:47 | commenti (5) | permalink


| domenica, 21 ottobre 2007 |

L'articolo è apparso oggi su repubblica.it e mi ha fatto riflettere. So che siamo davanta, presumibilmente, anche ad una inteligente trovata pubblicitaria, ma mi riesce difficile rinunciare ad un gioco di illusionismo che sto per fare, semplicemente sostituendo nell'articolo il nome dell'imprenditore e della città... Non voglio inveire ne creare dissapori e polemiche inutili . Prendo la Midial come esempio perchè è la mia realtà dove ho vissuto per quesi 12 anni e dove ancora ci stanno un po di amici, ma il discorso vale lo stesso per il 95% delle altre industrie italiane e non.

 Dedicato ai miei colleghi :  nella speranza di strapparvi un sorrisino; buona illusione a  tutti.  :-)

 

Filippo Mucaria ha passato un mese come i suoi dipendenti
e dopo quest'esperienza ha deciso di dare aumenti a tutti

Industriale vive da operaio
"Il 20 avevo già finito i soldi"

"L'ho fatto anche per i miei figli, che non hanno mai provato privazioni"
dal nostro inviato Giuseppe Virga.


 

Filippo Mucaria

TRAPANI - Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. fFilippo Mucaria, 42 anni, produttore di prodotti medicali monouso, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che "è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri".

Signor Mucaria, per caso non sarà comunista?
"No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l'opposizione".

Perché allora questo mese da "povero" e soprattutto la decisione di aumentare i salari a chi lavora per lei?
"Perché stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni. Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita. Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare".

Aveva bisogno davvero di provare a vivere con pochi soldi? Non poteva chiedere a chi è costretto a farlo, senza scelta?
"Certo, sapevo come vivono le donne che lavorano per me. Ma ho fatto questa esperienza soprattutto per i miei figli, che non hanno mai provato le privazioni. Ho voluto fare toccare loro con mano come vivono la grandissima parte dei loro amici".


Come si è svolto l'esperimento?
"E' stato semplice. Io mi sono assegnato 1.000 euro, e altri 1.000 sono arrivati da mia moglie, che lavora in azienda con me. Duemila euro per un mese, tante famiglie vivono con molto meno. Abbiamo fatto i conti di quanto doveva essere messo da parte per la rata del mutuo, l'assicurazione auto, le bollette... Con il resto, abbiamo affrontato le spese quotidiane. Il risultato è ormai noto: dopo 20 giorni non avevamo un soldo. Mi sono vergognato, anche se ero stato attento a ogni spesa. Sa cosa vuol dire questo? Che in un anno intero io sarei rimasto senza soldi per 120 giorni, e questa non è solo povertà, è disperazione".



Signor Mucaria, lei è mai stato povero?
"Sì, anche se ero già un piccolo imprenditore. Nel 1993 - erano già nati i miei figli - ho dovuto chiedere soldi in prestito agli amici per mantenere la famiglia. Non mi vergogno a dirlo, tanto quei soldi li ho restituiti. E' anche per questo che nell'esperimento ho coinvolto la famiglia. Volevo che i miei figlivivessero in una famiglia con pochi mezzi, per trovare difficoltà e provare a superarle".

Il momento peggiore?

"L'ultimo giorno, quando ho deciso di arrendermi. Entro nel bar con 20 euro in tasca, gli ultimi. Sono conosciuto in paese, siamo 1.700 abitanti in tutto e gli imprenditori non sono tanti. Mentre entro un pensiero mi fulmina: e se trovo sei o sette amici cui offrire l'aperitivo? Non ho abbastanza soldi. Ecco, ci sono tanti operai che, quando tocca il loro turno, debbono pagare da bere agli altri, perché non è bello fare sapere a tutti che si è poveri. Sono in bolletta e non lo dicono a nessuno. In quel momento ho pensato: tanti di quelli che sono qui sono poveri davvero e non per un mese. Mi sono sentito come quando sei immerso in mare a 20 metri di profondità e scopri che la bombola è finita".

 
E allora ha deciso di aumentare i salari.
"E' il minimo che potevo fare. Secondo l'Istat, il costo della vita è aumentato di 150 euro al mese. Per quelli come me non sono nulla. Per gli operai 150 euro al mese in meno sono quasi 2.000 all'anno, e questo vuol dire non pagare le rate della macchina o non comprare il computer al figlio. E poi, lo confesso, io ho aumentato i salari anche perché sono un egoista. Secondo lei, come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne   sono la fortuna della mia azienda. E' giusto che siano ricompensate".

Se aumenta gli stipendi, vuol dire che l'azienda rende bene.
"Nel 1997,   il fatturato era di 90 milioni di lire. Quest'anno arriveremo a 1,6 milioni di euro. Da due anni le cose vanno davvero bene, e mi posso definire benestante. Non è giusto che sia solo io a goderne. Il valore aggiunto  deve portare benefici sia ai fornitori che mi danno la materia prima che ai lavoratori della fabbrica".

Come l'hanno presa, i suoi colleghi industriali?
"Mi sembra bene. Alcuni mi hanno telefonato per sapere se l'aumento di 200 euro è uguale per tutti e altre cose tecniche. Forse vogliono imitarmi e questa è una cosa buona. Io ho spiegato che sarebbe giusto non fare pagare alle aziende i contributi relativi a questo aumento. Se il governo capisce (mi ha telefonato anche Daniele Capezzone, della commissione imprese) l'idea di prendere ai ricchi per dare ai poveri non resterà soltanto un manifesto".

(21 ottobre 2007)





lombrico alle 11:03 | commenti (13) | permalink


| lunedì, 15 ottobre 2007 |

Bhe, non è scenografico ma sembra funzionare lo stesso, basta cliccare sui rettangolini quì sotto e si apre il media plaier. Ne uscirà fuori un programma TV di qualche anno fa, una meteora dei programmi rai. 

 Per chi ha mezz'ora di tempo, per chi vuol vedere qualcosa di diverso, per chi vuole riflettere un po,  Per chi vuole ascoltare musica intramontabile, per chi vuole ammirare una strepitosa Francesca Neri..........

Buona visione.

video 1                                 video  2

                www.hydra.li/a/ jack_folla_alcatraz_video2.wmv 

:-)

 





lombrico alle 20:04 | commenti (2) | permalink


| giovedì, 20 settembre 2007 |

Prossimamente, forse già la settimana prossima, mi recherò presso una scuola superiore di Trapani per tenere una sorta di "lezione" sul precariato nel mondo del lavoro, partendo dall'esperienza vissuta in Midial .
Mi hanno chiesto questa cortesia qualche giorno fa, e benchè io sia veramente poco avezzo a parlare in pubblico anche quando questo pubblico è una classe ( spero proprio non facciano un'assemblea d'istituto apposta!!!), ho accettato l'invito perchè reputo l'iniziativa molto importante, che va cioè nella direzione giusta. Da sempre sostengo infatti che molti mali della nostra società, compreso il precariato, abbiano come origine la scarsa cultura civica, la scarsa cultura dei diritti da parte degli stessi lavoratori. Insomma nelle nostre scuole si insegna, e neanche troppo bene, le nozioni necessarie a svolgere un determinato lavoro, ma non si spende una parola per far capire il senso stesso del lavoro, la dignità del lavoro, la cultura del diritto al lavoro, tutti concetti che furono a  suo tempo conquistati con il sangue dalle generazioni che ci hanno preceduto. E' quindi importante che si incominci proprio nelle scuole un lavoro di sensibilizzazione, e sarebbe bene farlo a tappeto. In questo caso l'iniziativa lodevole è da attribuirsi ad un professore del sindacato insegnanti della CGIL, ma spero possa essere solo l'inizio.
So già che mi sentirò male per l'imbarazzo, so che avrò i vuoti mentali e non saprò cosa dire, ma se alla fine qualche ragazzo capirà che il rispetto nel posto di lavoro non gli è concesso ma  gli è dovuto, se capirà che nessun datore di lavoro mai lo "manterrà" perchè semmai sarà il contrario,  se capirà che fare il lecchino e  il ruffiano   oltre ad essere eticamente sbagliato non serve a  nulla, se capirà che il datore di lavoro è una persona alla pari  e non un Dio o un Diavolo da temere, allora sarà un gran risultato e  sarà valsa  la pana di perdere qualche  mattinata.



lombrico alle 17:51 | commenti (30) | permalink


| martedì, 18 settembre 2007 |

Tutto mi sarei aspettato, ma non di essere diventato uno indispensabile e insostituibile in fabbrica, nella stessa fabbrica in cui sono stato considerato un terrorista, un fomentatore di folle, un elemento negativo di cui liberarsi al più presto. Bhe non sempre è stato così per fortuna, ma ciclicamente questi periodi si sono presentati e con il passare degli anni    mi abituavo sempre più a superarli, ma nello stesso tempo ci stavo sempre più male perchè mettevo sempre più amore in ciò che cmq era come  una seconda famiglia. E non sono bastate le minacce e  i tentativi di mobbing  a farmi mollare la spugna. Ci hanno tentato  loro nel tempo, ma senza riuscirci; ricordo un ormai lontanissimo giorno in cui il patriarca della famiglia datoriale, incontrandomi dopo il periodo della prima serrata mi disse  con ingenua sincerità :" tu sei fortunato, sei in una botte di ferro". Era evidentemente una confessione che se ne era discusso in famiglia..... 
In questi anni ho superato momenti oggettivamente molto difficili, e devo ringraziare sopratutto molti colleghi che non hanno mai fatto mancare un sorriso o una pacca sulla spalla.
Adesso no, adesso che sto bene professionalmente, nel senso che da qualche anno mi viene garantita una certa tranquillità lavorativa e il rispetto dovuto, adesso che godo di una   libertà che, riconosco, non tutti possono avere in azienda, adesso sono io a chiedere di andare perchè nel frattempo ho costruito una mia attività professionale trasformando in lavoro una mia passione. Ho chiesto un periodo di aspettativa, un periodo in cui, cioè, non vado a  lavorare e non percepisco nessuna indennità, ma ho garantito il diritto al reintegro nel posto di lavoro nel caso lo richiedessi alla scadenza del periodo di aspettativa. Chiedo di andare in pace, senza sfruttare la mia posizione per estorcere qualcosa, senza chiedere assolutamente nulla in cambio.
Ebbene, scopro così di essere diventato indispensabile nei processi produttivi, perchè senza di me  saltano dei meccanismi, che vanno ad inficiare l'intero processo di  commercializzazione.  Eppure sono sempre stato l'ultima ruota del carro e lo sono ancora, eppure da operaio ho sempre guadagnato pochissimo. Ricordo che due anni fa lavoravo insieme ad un apprendista e lui, facendo il mio stesso orario ed il mio stesso lavoro, guadagnava regolarmente più di me, che avevo 10 anni di servizio. Mai in 12 anni, e dico mai, mi sono recato in direzione a  chiedere un aumento di stipendio e mai mi è stato dato; tanti prendono premi, incentivi, fuori busta, buoni pasto, indennità rischio, trasferte, io mai nulla di tutto questo anche quando viaggiavo, sterilizzavo, facevo lavori che nulla hanno a che vedere con quelli per i cuali sono stato assunto e con la fabbrica stessa.
Sapere dentro di me di aver tolto una castagna  dal fuoco all'intera fabbrica era di per se una bella cosa, che mi gratificava e mi bastava questa gratificazione.
 Bhe adesso non posso più recriminare  nulla sul passato, adesso chiedo solo di fare la mia strada. E' gia tardi, io per carattere non sono fatto per fare l'operaio, e 12 anni sono stati già troppi.
Per adesso la risposta alla mia richiesta di aspettativa è stata negativa, quella risposta che  davo per scontata in senso positivo proprio per i tentativi subiti  di epurazione di questi anni; spero ritornino in fretta sul loro passi, prima che dabba aiutarli io a farlo......



lombrico alle 16:13 | commenti (2) | permalink


| lunedì, 10 settembre 2007 |

Qualcuno disse un tempo che il potere logora chi non ce l'ha, a me invece logorano le attese. Si lo ammetto, certe volte sono ansioso. Ma cazzo, la vita è sempre un'attesa, c'è sempre qualcosa che deve succedere per arrivare alla felicità, qualcosa da inseguire, un obiettivo al di la del quale rimandi tutto, anche la dieta. Si perchè prima di averlo raggiunto quell'obiettivo, non riesci a  vivere.
Si preannuncia un autunno caldo nella mia vita, cambio casa, lascio lavoro....
Ma Sono pronto a partire, getterò i bagagli in mare studierò le carte, e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte, e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione".



lombrico alle 23:31 | commenti (6) | permalink


| giovedì, 02 agosto 2007 |

Qualcuno, nel post precedente, ha commentato chiedendo notizie fresche sulla Midial, chiedendo in particolare se  ci fossero novità. No caro amico, non ci sono novità, o forse ce ne sono ogni minuto, dipende da ciò che vuoi sapere. Non ci sono novità per quanto riguarda i licenziamenti: se si esclude qualche caso di rientro in forza grazie a stati di gravidanza o a  matrimonio, tutti i licenziamenti sono stati confermati. Non ci sono novità quindi neppure per la Cassa Integrazione, per la quale ci sarebbe ancora il tempo di intervenire,  se solo i Mucaria facessero un cenno in tal senso. Non ci sono novità per quanto riguarda la pesantezza del clima che si respira all'interno dello stabilimento.

C'è la novità invece di una produzione allo sbando, una situazione che è visibilmente sfuggita di mano a  chi la gestisce, clienti che aspettano la merce promessa e che minacciano di abbandonarci, reparti vuoti   che dovrebbero produrre e non  vi è chi dovrebbe lavorarci, magazzini ridoddi in discariche, gente che nell'emergenza deve sopperire svolgendo compiti non suoi. E poi ci sono le facce dei licenziati che sono la rappresentazione della rabbia mista alla delusione, allo sconforto, alla disillusione, le facce di chi malgrado tutto viene per l'ultima volta a  salutare anche chi lo ha sbattuto fuori, dando una lezione di dignità a questi ultimi.  Frutto di tale  stato d'animo è questa lettera di saluto, scritta di getto e con il cuore  in mano da un collega al suo ultimo giorno di lavoro, lettera che non ha bisogno di alcun commento e che riporto per intero così com'è:

 

Cari colleghi,

 è un giorno molto triste per me. Infatti dopo sette anni oggi è l'ultimo giorno di lavoro in questa azienda. Quì dentro sono entrato all'età di 20 anni, un'età dove i miei pensieri erano molto diversi da quelli che può avere un uomo di 28 anni. In questa azienda sono cresciuto sotto il profilo umano e professionale, infatti quì sono stato a  contatto con molti colleghi, rispettandoli anche quando non ero daccordo con le loro idee. Quì dentro sono cresciuto anche professionalmente  perchè ho avuto la  fortuna di cambiare diverse volte mansione di lavoro; questo all'inizio non lo accettavo perchè per me significava essere scaricato, ma la voglia di lavorare mi portava ad adatarmi al nuovo incarico dando il meglio anche quando non vi erano le condizioni per farlo. Infatti in questa azienda mi sono sentito più volte abbandonato a me stesso ( ad es. : lavorare solo al lotto 57, macinare scarto, chiudere cartoni, ecc ecc ).  Ma non mi sono mai tirato indietro, forse è per questo che   circa 12 mesi fa ero stato finalmente premiato, quando dopo tanta gavetta ero passato finalmente operaio a  tempo indeterminato. Questo evento aveva portato entusiasmo dentro di me, facendomi prendere una decisione importante quale  quella di sposarmi e  di crearmi una famiglia. Tutto questo è accaduto, peccato che al ritorno del mio viaggio di nozze nella buca della posta trovai la lettera di licenziamento............ In quel momento mi è caduto il mondo addosso perchè avevo capito che tutti i sacrifici per l'azienda  non mi erano serviti. Oggi penso che comunque questi anni mi hanno dato tanto sia sul profilo umano  sia su quello professionale. Spero di lasciare un buon ricordo di me e  comunque sappiate  che vi ho voluto sempre a  tutti bene, e  che difficilmente dimenticherò questi sette anni con Voi.

 Vi auguto tanta fortuna, il vostro amico

                                                                                                          Francesco Pirro

Caro Ciccio, anche nel trascrivere la tua lettera mi è salito un certo nodo alla gola perchè entro in piena sintonia con i tuoi sentimenti di questo momento. Non so quanti di noi hanno vissuto questo "micromondo Midial" nel nostro stesso modo, considerando l'azienda una famiglia, e chi le ruotava intorno  prima di tutto   degli amici. Ma per chi lo ha fatto, come noi, questi mesi e  questi giorni sono di enorme tristezza, sia per chi li vive da "vittima"   e  sia per chi li vive di riflesso. Non so cosa ci riserverà il futuro dal punto di vista professionale, e questo vale per tutti, licenziati e non, ma è sicuro che umanamente, questo licenziamento non divide nulla, anzi, forse fortifica  alcuni legami di amicizia vera. Quindi , non solo ci siamo voluti bene, ma continueremo a  volercene con sincerità. La Midial perde, con Voi, un patrimonio immenso di umanità e  professionalità, e purtroppo credo sarà veramente proibitivo per lei ritirarsi su, in queste condizioni. Chi vivrà vedrà.  Un grande  abbraccio  e a  presto.

 Il tuo amico Peppe.                                                                                           





lombrico alle 13:40 | commenti (18) | permalink


| sabato, 21 luglio 2007 |

Ho letto da qualche parte che il nuovo totalitarismo, quello moderno e  subdolo, insomma quello nostrano, è un totalitarismo che esercita il suo potere semplicemente gestendo la paura, o le paure. Siamo un popolo strapieno di paure, paure varie che spesso diventano fobie,e  con queste paure siamo deboli, suggestionabi, telecomandabili. Non siamo liberi di fare quel che ci pare perchè abbiamo paura che ci identifichino come diversi, perchè noi stessi abbiamo paura di tutto ciò che è diverso, inusuale, fuori dal coro. Insomma ci siamo calati in un bunker che in parte ci hanno costruito addosso, e  in parte ci costruiamo noi stessi. Pensiamoci amici, pensiamoci con serenità e  distacco e  ci accorgeremo di quanto il nostro cervello sia sapientemente bombardato di paure  varie e  variabili, che servono a  dirigerci, a  farci star buoni, ad inquadrarci. Mi ricordo un bel pezzo di Jack Folla sulle paure, ne riporto uno spezzone cosichè ci venga un po più facile focalizzare alcune paure  di cui normalmente non ci rendiamo neanche conto......

La paura d'invecchiare, la paura di avere una malattia, la paura di morire, la paura di non piacere, di non essere amato, di non saper dire di no, la paura d'essere inculato da un amico, la paura di puzzare, la paura di non avere figli, quella di averne e non avere niente da dirgli, la paura che tua madre e tuo padre muoiano, la paura della solitudine, la paura della folla, di rimanere chiuso in ascensore, di commettere un errore, la paura di partire, la paura di tornare, la paura d'ingrassare, la paura d'incontrarla dopo anni e che lei o lui non ti riconoscano, la paura di non avere futuro, la paura dell'orgasmo e di lasciarsi andare, la paura del mare, di rimanere intrappolato vivo in una tomba, la paura di essere preso in giro di fronte agli altri, la paura che il tuo bambino venga violentato, la paura di perdere i soldi, la paura di essere vestito male, la paura di non poter pagare l'affitto o la rata di mutuo, la paura di finire in un ospizio, la paura di aver vissuto invano, quella di essere antipatico, la paura di non saper far ridere e di annoiare la gente, la paura di gridare, la paura di piangere, la paura di trovarsi in mezzo alla folla, la paura di non aver chiuso il gas, la paura delle maledizioni, la paura di essere truffato, la paura di finire in carcere innocente, la paura di essere omosessuale, la paura degli animali, della campagna e del buio, la paura dei topi e dei ragni, la paura di Dio che tutto vede, la paura dei fantasmi e delle streghe, la paura di andare in aereo e di volare, la paura del terremoto, la paura di non essere promosso, la paura che ti sgridino e quella di rimanere intrappolato in un ingorgo, la paura di vomitare, la paura di venire licenziato, la paura di perdere la memoria, la vista, l'udito, la paura di essere tradito da tua moglie o da tuo marito, la paura che qualcuno ti veda mentre caghi, mentre pisci, l a paura che qualcuno ti scopra mentre vai con una puttana, la paura di avere l'Aids, la paura del successo, di arrossire, di svenire, la paura di avere le mani sudate, la paura di essere un cretino, la paura di una colica, la paura dei microbi, quella degli incendi, la paura che i tuoi figli non trovino un impiego, la paura di veder morire le persone più care, la paura di essere dimenti